La Lega Nord sconfitta in Tribunale: l’articolo 21 della Costituzione non può essere calpestato!

 
CGIL Varese -   Comunicato – Novembre 2015



Se il nuovo corso della Lega Nord di Matteo Salvini ha ulteriormente accentuato i toni razzisti e destrorsi che tradizionalmente hanno caratterizzato questa formazione politica, merita il dovuto riconoscimento etico-politico il compagno Eros Barone – insegnante di storia e filosofia al Liceo Scientifico di Gallarate, ora in pensione e a suo tempo membro del direttivo provinciale della Cgil Scuola – che nella “tana” della Lega Nord aveva denunciato e combattuto queste tendenze reazionarie quasi un decennio
fa, scontando, suo malgrado, una incredibile vicenda processuale, conclusasi l’anno scorso con una sentenza del Tribunale di Varese che lo ha assolto con formula piena dal reato ascrittogli “perché il fatto non è punibile in quanto commesso nell’esercizio del diritto di critica, ex art. 21 costituzione e 51 codice penale”.
A futura memoria, è opportuno riepilogare l’intera vicenda, per comprendere – per dirla con le parole di Umberto Eco – dove era andato a “ficcare il naso” il professor Eros Barone nel dicembre del 2006.

Stante che nel novembre 2006 a Binago veniva ucciso un giovane rom da un vigile comunale, il professor Barone, in relazione alla lettera “La deriva filofascista della Lega” del 1° dicembre, intervenne in data 2.12 per criticare le aberranti e odiose dichiarazioni del neo segretario della Lega Nord Rizzi con la lettera intitolata “Leghismo e fascismo”.
Rizzi aveva parlato addirittura di “uno zingaro in meno”.  In seguito alla lettera di tal Vanessa Pratt “La Lega non è etichettabile” del 11.12 il professor Barone replicò con la lettera del 12 dicembre “Piccoli Hitler”, che è diventata l’oggetto della richiesta a suo carico del risarcimento pari a € 50.000 per danni morali per diffamazione a mezzo
stampa nei confronti di tal Vanessa Pratt.
Una richiesta di risarcimento di carattere intimidatorio, dato che l’articolo 21 della Costituzione recita “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
E’ bene sapere che si erano già verificati altri casi simili nella nostra provincia oltre a quello del Barone: tra i tanti spicca la denuncia-querela da parte del Comune di Varese nei confronti di Michele Serra, che nella sua rubrica “Satira preventiva” sul settimanale “L’espresso” si era permesso di collegare la vicenda Malpensa con la Lega Nord e la città di Varese.
Tanto che l’intellettuale Salvatore Lo Leggio aveva avanzato la pertinente e lapidaria considerazione che saremmo in presenza in terra varesina di una “via giudiziaria al totalitarismo”.
Totalitarismo leghista che aborre il diritto di critica, alla stessa stregua del “totalitarismo post-ideologico” berlusconiano, i cui caratteri sono stati ben tratteggiati dallo storico Antonio Gibelli nel pampleth “Berlusconi passato alla storia”.
D’altronde, che la Lega Nord sia debole coi forti e forte coi deboli è dimostrato a iosa dai fatti, e certamente non sono gli strali plebei contro “Roma ladrona”, i Rom e i migranti a poter celare il populismo demagogico e reazionario di questa formazione politica, che si colloca nell’estrema destra europea.
Pertanto, se si considera che nella motivazione della sentenza il giudice di Varese dott.ssa Anna Azzena ha ritenuto che il professor Barone “ha agito nei limiti del diritto di critica”, vale la pena di richiamare le parole con cui Umberto Eco ha segnalato come l’attacco agli intellettuali venga sempre da destra: “ed è proprio nel momento in cui rinasce l’uso del termine intellettuale come insulto, e come designazione di chi vuol ficcare il naso in questioni che non dovrebbero riguardarlo, che bisogna rivendicare questo compito di vigilanza proprio delle funzioni intellettuali, guarda caso, la cosa meno autoreferenziale che esista”.

Paolo Lenna
Segretario Cgil Varese